Aloni blu e diffusione profonda al berillio negli zaffiri: le nuove ricerche del mondo universitario in collaborazione con IGI

I meno giovani tra gli appassionati e tra i nostri studenti ricorderanno certamente il grande disorientamento che si provocò nel 2002 allorché fu rivelato un nuovo trattamento in grado di poter modificare il colore di alcuni zaffiri fancy ottenendo gemme di varietà fino ad allora estremamente rare, come il famoso “arancio” dello Zaffiro Padparadscha.

Dopo un primo momento di sconcerto la gemmologia ha saputo reagire in modo adeguato stabilendo dei protocolli molto efficaci in grado di rilevare le origini di questo trattamento. Tuttavia alcune criticità permangono nel ramo della gioielleria quando ci si trova di fronte a materiale che potrebbe aver subito un trattamento al Berillio. Uno dei motivi principali è che il rilevamento di questo trattamento è possibile solamente in istituti con attrezzature altamente avanzate. Infatti solo attraverso l’utilizzo della LIBS (o di strumentazione ancora più avanzata) è possibile rilevare con certezza la presenza del berillio all’interno dei corindoni e l’eventuale cambiamento di colore.

Cosa può fare allora uno studente o un piccolo analista gemmologo dotato soltanto di strumentazione standard e delle conoscenze ottenute nei corsi di approfondimento? L’attenzione si è concentrata sugli aloni blu: un fenomeno che molto spesso è l’indicazione di elevatissima temperatura di trattamento e di possibile diffusione di elementi leggeri all’interno del corindone.

Attraverso il settore Educational italiano, IGI dal 2019 ha stretto una collaborazione con l’Università “Federico II” di Napoli, specificatamente con i Dipartimenti di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse e di Scienze Chimiche. L’accordo tra IGI ed i ricercatori dell’Università napoletana ha avuto come obiettivo il raggiungimento di mutui benefici per entrambe le parti grazie alla possibilità di unire le capacità e le esperienze di ognuno. In questa prospettiva è stata organizzata una prima ricerca dedicata alla diffusione profonda del berillio nei corindoni.

I corindoni con diffusione profonda al berillio sono stati introdotti sul mercato, in differenti colorazioni, circa 20 anni fa. Si è rilevato (Emmett, 2003) che i campioni di gemme diffuse al Berillio provenienti da Songea, contenenti cristalli di rutilo, mostravano un tipico pattern di diffusione interna, consistente in cristalli esagonali o di forma irregolare circondati da un alone blu sferico. Il contrasto tra il colore blu e il resto del colore delle gemme (giallo, arancione o rosso-aranciato) era netto.

IGI e Federico II si sono concentrati sull’investigazione delle cause effettive dell’alone blu negli zaffiri, dato che l’argomento di ricerca non era stato ancora ampiamente documentato in letteratura. Sono stati analizzati 43 campioni di gemme tagliate di diversi colori (rosa, verde, blu, viola, arancione, rosso e giallo) provenienti da produttori thailandesi. Tra questi, 14 campioni (di colore giallo e arancione) hanno mostrato un alone blu e sono stati analizzati con microscopi ottici, spettroscopia micro-Raman, tecniche SEM e EDS e diffrazione dei raggi X in polvere (PXRD) per ottenere maggiori informazioni sulla genesi dell’alone blu e sul relativo sistema di inclusioni.

La ricerca verrà presentata in anteprima il 22 luglio 2021 a Bari, durante la III Conferenza Nazionale Diamante e Gemme di Colore – Genesi, provenienze ed implicazioni sul mercato, organizzata dal Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. L’intervento di Manuela Rossi (UNINA), introdotto da Francesco Sequino (IGI International Gemological Institute; Istituto Gemmologico Gem-Tech), è intitolato “Caratterizzazione degli aloni blu negli zaffiri fancy”.

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